Stando alle parole di Cordoba, il problema del calcio italiano non sono gli stranieri: ecco la rivelazione dell’ex interista.
La Gazzetta dello Sport ha riportato un’intervista che gli è stata concessa da Ivan Ramiro Cordoba, ex giocatore dell’Inter particolarmente caro ai nerazzurri. Ha avuto modo di seguire i Mondiali in prima persona, e si sta preparando ad un viaggio strepitoso con la sua famiglia.
Tra un impegno e l’altro, l’ex nerazzurro ha avuto modo di soffermarsi su ciò che allo stato attuale sta affliggendo il calcio italiano. Chi meglio di lui può saperlo, viste le oltre 300 partite giocate con la maglia nerazzurra.

Cordoba sul calcio italiano: cosa ha detto
L’ex difensore dell’Inter ha aperto la sua dichiarazione rispondendo ad una domanda sulla Federcalcio, la quale è uscita dal caos (per ora) ingaggiando Mancini come commissario tecnico: “Giusto. È l’ultimo ad aver vinto con l’Italia, se non sbaglio. Ma se pensiamo che un allenatore possa risolvere tutti i problemi ci sbagliamo di grosso“.
Poi, oltre agli stadi, all’ex nerazzurro è stato chiesto quale sia il problema del calcio italiano: “La mentalità , che già nel calcio giovanile mira al risultato a tutti i costi. I ragazzini sono caricati di pressioni insopportabili da genitori, amici, procuratori. Occorre recuperare la spensieratezza, la voglia di divertirsi. E poi lanciarli, questi giovani. All’estero lo fanno”.
Sui “troppi” stranieri
Il giornalista che si è occupato di intervistare Cordoba, ha fatto riferimento a come una delle tesi più comune dietro ai presunti problemi del calcio italiano riguardi la presunta presenza di troppi stranieri: “Ma va. Quando sono arrivato la Serie A era il campionato più ambito, ora è dietro alla Premier e anche a Liga e Bundesliga. Non è un problema di numero di stranieri ma di scarso coraggio nel valorizzare i ragazzi italiani“.
Poi, l’esempio di Pio Esposito: “Guardate Pio Esposito: a 21 anni lo definiamo un giovane. Ma i giocatori forti a 21 anni negli altri Paesi hanno già 100 presenze in prima squadra“.